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LA FONTANA DI ORIONE

La fontana di Orione è intitolata al mitico fondatore di Messina. Costruita per incarico del senato dallo scultore fiorentino Giovan Angelo Montorsoli, per la sua realizzazione furono inalveate in un complesso sistema di canali, le acque provenienti dalle vicine colline peloritane. Per il suo articolato e complesso disegno, ma soprattutto per l’elaborato e raffinato progetto simbolico, il Montorsoli si avvalse dei suggerimenti dello scienziato, matematico e letterato, abate Francesco Maurolico.

A struttura piramidale, la statua è conclusa dalla figura di Orione, in lorica ed elmo, con un braccio rivolto verso l’alto e con l’altra mano reggente lo scudo con lo stemma della città, ai suoi piedi il fedele cane Sirio. Nella parte inferiore sono posti quattro puttini che cavalcano delfini, dalle cui bocche "spillano in aria cannoni d’acqua", che a sua volta si riversa nella tazza circolare sottostante. La terza, sostenuta da quattro Naiadi, attraverso altrettanti mascheroni idrofobi immette in un’altra vasca circolare di più ampio diametro, anch’essa fornita di quattro mascheroni piu’ grandi di quelli superiori, e sostenuta da quattro tritoni. L’acqua si versa, quindi in una grande vasca dodecagonale su cui bordi pesano quattro statue sdraiate raffiguranti il fiume Nilo, Tevere, Ebro e Camaro. I fiumi, a loro volta, versano acqua in quattro piccole vasche mediante altrettante anfore. La presenza tra i grandi fiumi del piccolo torrente Camaro e’ giustificata dal fatto che le sue acque alimentano la fontana, e quindi la città. Iscrizioni e bassorilievi ornano i dodici lati del vascone, dove sono infine adagiati su otto dadi prismatici, otto mostri acquatici intagliati in pietra nera. E tuttavia la lettura di questa complessa iconografia ancora oggi non ha trovato una completa e soddisfacente spiegazione.

 

LA FONTANA DI NETTUNO

Il senato messinese, soddisfatto della fontana di Orione, commissionò al Montorsoli una seconda fontana monumentale. Questa volta il soggetto indicato fu Nettuno.

La fontana di Nettuno raffigurava il dio del mare rivolto verso la città  posto su un piedistallo decorato con stemmi e cavalli marini, con il tridente nella mano sinistra e la mano destra tesa, in atto di rassicurare gli animi dei messinesi. Ai suoi lati i mostri di Scilla e Cariddi, ancora agitati ma sconfitti in catene. Il monumento voleva essere un’apoteosi del buon governo.

La fontana fu poi gravemente danneggiata durante i bombardamenti del 1848 e le statue di Scilla e Nettuno furono sostituite.

 

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