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Lo Stretto di Messina è stato considerato da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di attraversarlo un luogo di suggestioni e di passioni , che ha ispirato le opere di romanzieri e poeti. Lo Stretto con il suo incantevole paesaggio è stato visto nel tempo come il luogo ideale in cui far vivere personaggi mitici che hanno reso ancora più suggestivo questo squarcio di natura, arricchendolo di tradizioni.

Terra di amore e di sogni, la nostra Messina, ma anche terra di fate e di prodigi. Si ricorda la leggenda della «Fata Morgana», il cui nome è di etimologia incerta: mentre alcuni vogliono che esso abbia una stretta relazione con il nome della fata, sorella di re Artù  dei romanzi cavallereschi, altri lo fanno derivare dal greco.

La leggenda racconta che Ruggero il Normanno fu inviato dai messinesi a venire a liberare la loro città e la Sicilia dalla dominazione musulmana. Così, un giorno, passeggiando su una spiaggia della Calabria e rimirando la costa siciliana studiò il modo migliore per tentare l’impresa. Mentre pensava alla Sicilia, il mare ribollì improvvisamente ed apparve da esso una bellissima fata, la fata Morgana, che in mezzo allo Stretto di Messina, sul fondo del mare aveva  il suo più bello ed antico palazzo.

Il conte la vide sul suo cocchio bianco ed azzurro con al tiro  sette cavalli bianchi, pronti a lanciarsi in una folle corsa. Morgana gli gridò: «Ruggero, vieni con me in Sicilia ed ammira la bella città». Ma il conte le rispose: «Io vado in guerra sul mio cavallo e con le mie navi e non sopra il tuo cocchio fatato». Allora la fata agitò tre volte la sua verga magica nell’aria ed in acqua lanciò tre sassi bianchi. In quel punto sorsero, magicamente, case e palazzi, strade e ville, e meravigliosamente l’isola apparve così vicina da poter essere toccata con le mani.

Morgana disse: «Rimani qui con me. Tu sarai il re di Sicilia», ma l’eroe rispose: «Non voglio per amore terre fatate, non voglio con l’inganno liberare la Sicilia dal paganesimo. Essa me la darà Cristo Nostro Signore e non una fata». Al nome Santo di Cristo, la fata agitò ancora la bacchetta magica nell’aria e l’incanto sparì: palazzi, chiese, torri, fiumi e campi caddero sommersi nella marina e la Sicilia riapparve lontana ....

 

Con il nome di «Fata Morgana» va comunemente inteso uno dei fenomeni ottici che sono, in campo naturale, tra i più rari ed i più sorprendenti. Gli antichi rimasero sempre sorpresi dalla bellezza e grandiosità del fenomeno. Ma oggi esso viene spiegato anche scientificamente, per cui si distinguono quattro tipi di «Fata Morgana»: Morgana semplice, o Sottomarina; Morgana centupla, o Molteplice; Morgana gasforme, o Atmosferica; Morgana mista, o d’Iride fregiata.

La «Semplice» si avvera quando lo specchio ondoso ripercuote gli oggetti stanti sulla riva individualmente, semplicemente e senza moltiplicarli.

La «Centupla», qualora la ripercussione avviene moltiplicando gli oggetti medesimi e mostrando ora da un punto, ora da un altro dei luoghi circostanti sempre centuplicati.

La «Gasforme» succede nel caso in cui le immagini si mostrino nell’aria, ovvero quando le rive dell’opposta Reggio si avvicinano di troppo a quelle di Messina.

La «Mista» avviene quando le immagini si osservano contemporaneamente ripercosse dal mare e dall’aria, fregiate e contornate dai colori dell’iride.

 

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