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danza di pesci divertiti davanti alla ri- balta acetilene di una barca peschereccia Reggio = agitazione di 800 lampade Elettriche (BRANDITO FURIOSO RABBIOSO) scosse da 20 spessori diversi di vento corrente odio universale per la luna scivolare treno fuori dalla rete-ferryboat MESSINA Messina improvvisazione prova generale di una città che sta per andare in scena indifferenza dellautore zuccheri e gioie del- latmosfera altalena di serenate (3 baritoni 2 tenori) accanimento freddoloso delledera sulle baracche flessibilità del ce- mento armato in equilibrio sulle furberie rab- bie della lava fasto di un appartamento = alcova + baldacchino + galleria di quadri + cucina insaccato in una baracca (8 mq.) impossibilità di opporre facciate altere al vento dello stretto non più di 10 m. di altezza ambizione troncata dei proprietar preoccupazione delle case = stare carponi come lottatori per
Questo articolo, apparso nel 1913, offre un tipico esempio della rivoluzionaria azione apportata dal futurismo alla produzione poetica e della prosa "delle parole in libertà", inaugurata da F. T. Marinetti. Questa tecnica ha eliminato la sintassi, la punteggiatura e tutti i nessi logici del discorso, ha abolito aggettivi e avverbi e ha determinato luso del verbo allinfinito-indefinito, per essere più essenziali. Essa lascia, inoltre, via libera allimmaginazione senza fili, alle similitudini e analogie più impensate, ai giochi tipografici più arditi, ai suoni onomatopeici. Marinetti ci offre, dunque, nel testo una rappresentazione piuttosto inusuale della città di Messina, che divenne in breve tempo un inportante centro del Futurismo siciliano (all'inizio vi aderì anche Quasimodo)e considerata città dell'avvenire dopo la distruzione del terremoto. La rappresentazione procede tramite immagini slegate, che si susseguono in una maniera talmente rapida da esprimere solo energia, velocità e luce. Ma tra questi elementi astratti, ne emergono altri caratteristici della città, come la sua posizione geografica, testimoniata dalla "danza di pesci", dalla "barca peschereccia" e dalla vista delle luci di Reggio; ma anche il vento, più volte citato, e la "rete- ferryboat".
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