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Verga nacque il 2 settembre 1840 a Catania, in una famiglia colta ed agiata. Il padre fu' un ricco possidente di terreni a Vizzini, a sud di Catania, dove la famiglia si trasferì temporaneamente per sfuggire ad un'epidemia di colera: qui il giovane scrittore ebbe modo di frequentare e conoscere il mondo contadino e piccolo-borghese. Studiò a Catania, dove ebbe come maestro Antonino Abate, patriota, poeta, e romanziere, che influenzò notevolmente le sue scelte future. Dopo il diploma si inscrisse alla facoltà di giurisprudenza, che successivamente abbandonò per dedicarsi alla letteratura; i suoi primi libri furono pubblicati a spese del padre e tra questi il romanzo di ispirazione patriottica,"I carbonari della montagna". Nel 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi, Verga decide di arruolarsi e partecipa attivamente al nuovo clima,dando vita a numerosi giornali popolari come "Roma degli Italiani", "l'Italia contemporanea", e "L'indipendente". Nel 1863, subito dopo la morte del padre si trasferisce prima a Firenze e poi a Milano. Qui conobbe e frequentò persone importanti e rappresentative della cultura del tempo, personaggi legati alla Scapigliatura come Arrigo Boito, o al tardo romanticismo come Prati ed Aleardi. Questi scrittori influenzarono notevolmente la prima produzione del Verga, quella legata ad opere pubblicate tra il 1866 ed il 1875, come "Una peccatrice", "Eva", "Tigre reale" e "Storia di una capinera". Con la novella "Nedda" abbiamo una frattura col genere dei romanzi mondani ed eleganti, aprendo il varco all'influenza del Naturalismo francese, portato avanti dallo scrittore E. Zola. Lontane dai caratteri più scientifici, presenti invece nelle opere francesi, le opere del Verga rispondono ai caratteri di rappresentazione realistica di impersonalità e di obiettività che diveranno elementi essenziali del verismo. Nel 1876, Verga progetta un ciclo di racconti intitolato i "Vinti" (I Malavoglia, Mastro Don Gesualdo, La duchessa di Leyra, L'onorevole Scipioni e L'uomo di lusso). Nel 1880, raccoglie una serie di novelle già pubblicate in precedenza su riviste, ed altre inedite in "Vita dei campi". Nel 1883 uscirono le Novelle rusticane. In ogni caso il periodo milanese di Verga si concluse nel 1893: da allora soggiornò in Sicilia, a Catania, ma continuando a viaggiare tra Milano, Roma e la Svizzera. Il lavoro che lo impegnò maggiormente nei suoi ultimi anni di vita, fu' "La duchessa di Leyra", che rimase imcompiuto.Morì nel 1922, amareggiato dell'insuccesso dei Malavoglia.

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