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Vincenzo Consolo
è nato in Sicilia, a Sant'Agata di Militello (Messina), nel 1933. Sesto di otto figli,
Consolo frequenta le prime scuole nel suo paese e quindi il liceo a Barcellona Pozzo di
Gotto. Qui conosce un professore di veterinaria all'università di Messina e poeta, Nino
Pino Balotta, un anarchico che, sotto il Fascismo, era stato in carcere e che, nel
Dopoguerra, avendo capeggiato una rivolta di braccianti agricoli, viene ancora incarcerato
e quindi liberato per la sua elezione a deputato al Parlamento. Finito il liceo, Consolo
si trasferisce a Milano per frequentare l'università. Sceglie Milano perché in quella
città erano stati Verga, Capuana, De Roberto e tanti altri scrittori siciliani del
passato e soprattutto perché a Milano viveva Elio Vittorini. Finiti gli studi di
Giurisprudenza, dopo il servizio militare a Roma, si stabilisce in Sicilia, dove insegna
nelle scuole agrarie, in sperduti paesini dell'interno. In questo periodo conosce e
frequenta due persone che hanno contato molto nella sua formazione letteraria: il poeta
Lucio Piccolo e lo scrittore Leonardo Sciascia. Nel 1963 pubblica il suo primo romanzo,
"La ferita dell'aprile". Nel 1968, essendosi verificato in Sicilia e nel
Meridione quel gran movimento d'emigrazione di contadini nelle aree industriali del Nord,
essendo sul punto di esaurirsi il mondo e la cultura contadini, Consolo decide di
trasferirsi di nuovo a Milano, dove lavorerà in un'azienda di comunicazione di massa. Nel
1976 pubblica "Il sorriso dell'ignoto marinaio"; nel 1985 "Lunaria",
una favola teatrale ambientata nel '700 a Palermo; seguono a queste "Retablo",
un romanzo pseudo-storico che racconta il viaggio in Sicilia di un pittore milanese del
'700 e infine, nel 1988, Consolo pubblica "Le pietre di Pantalica", una raccolta
di racconti che abbracciano un periodo storico che va dal secondo dopoguerra fino ai
giorni nostri. |
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