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Cicerone nasce nel 106 a.C.ad Arpinio da agiata famiglia equestre: compie ottimi studi di filosofia e retorica a Roma ed intraprende la carriera forense sotto la guida del grande oratore Lucio Licinio Crasso. Nell'81 a.C.debutta come avvocato, difendendo nell'80 Sesto Roscio, accusato di parricidio.Nel 75 è nominato questore in Sicilia, dove acquista la fama di oratore principe per aver difeso vittoriosamente la causa dei Siciliani contro l'ex governatore Verre.Nel 63, invece, diviene console e sempre in quegli anni riesce a smascherare la congiura di Catilina. Cio' nonostante dopo la formazione del primo triumvirato, la sua fama inizia a sminuire. In questo periodo, all'incirca intorno al 58, e' costretto all'esilio per aver messo a morte i complici di Catilina senza processo.Richiamato a Roma fra il 56 ed il 51 compone il "De oratore", un'opera scritta sotto forma di dialogo tra Marcantonio e Licinio Crasso, che discutono sulla formazione dell'oratore: per Crasso, il vero oratore deve avere un'ottima e vasta preparazione culturale; per Marcantonio, invece, l'oratore deve essere istintivo ed autodidatta, sicuro di se' ed esperto nelle attivita' forensi.Sempre di questo periodo sono gli scritti "De republica" e "De legibus".Nel primo, riprendendo il trattato platonico della "Repubblica", Cicerone evita di costruire uno stato ideale, ma piuttosto, proiettandosi nel passato, cerca di identificare la migliore forma di stato nella costituzione romana del tempo degli Scipioni. Anche il "De legibus" riprende il modello platonico delle "Leggi", fatte seguire dal filosofo, alla Repubblica. L'opera tuttavia e' giunta in frammenti ed incompleta; qui l'azione pero’e' fissata nel presente ed  i protagonisti della vicenda sono  lo stesso Cicerone, il fratello Quinto e l'amico Attico, tutti descritti molto realisticamente mentre dibattono nella villa di Arpinio. E qui Cicerone, descritto come un conservatore moderato, espone la tesi stoica secondo la quale la legge non nasce per convenzione, ma si basa sulla ragione innata in tutti gli uomini . Vanno inoltre ricordati, il "De finibus, in cui Cicerone esprime la sua posizione e le sue idee in merito alla filosofia stoica, ed il "De officis", un'opera che nasce con funzione pedagogica, dove Cicerone si assume il compito di divulgare il pensiero filosofico, attraverso un saldo punto di riferimento: Panezio.Questi, infatti, aveva inteso fornire agli aristocratici romani un modello di vita che fondava le sue radici nei loro costumi nazionali. Non si possono, infine, tralasciare le numerose orazioni e difese legate all'attivita' forense di Cicerone: pro lege Manilia, pro Murena, pro Archia poeta, pro Milone, pro Caelio e, soprattutto le quattro Catilinarie, le piu' celebri orazioni consolari con le quali riusci' a svelare le trame sovversive che il nobile decaduto, Catilina, aveva ordito contro lo Stato romano.


 

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