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Luigi Capuana é
il verista siciliano che raggiunge i risultati meno estremi e radicali. Egli si pone con
la sua ricca attività di critico e narratore, come mediatore della cultura naturalistica
europea, che sa tradurre in equilibrata osservazione della realtà, in attente analisi
psicologiche, in curiosità per gli aspetti strani ed inquietanti dell'esperienza.
Nato nel 1839 a Mineo (Catania), da una famiglia agrario-borghese,
compì studi in giurisprudenza che non terminò; seguì l'impresa garibaldina e
l'annessione della Sicilia al nuovo Stato Italiano.
Il suo interesse letterario si rivelò presto, concentrandosi in
tentativi di poesia romantica, cui subentrò il teatro. L'attenzione al naturalismo francese soprattutto a Zola,
lo portò a sottolineare l'affinità tra l'esperienza dell'artista e dello scienziato
"positivo". Tra gli anni "70-"80 simpegnò nella
battaglia per una letteratura aderente al "vero" e il rapporto con Verga lo spinse a precisare l'ideale dell'impersonalità, criterio
efficace per dare vita agli oggetti artistici. Negli anni "80 rifiutò il metodo
sperimentale di Zola, il suo orizzonte critico e radicale, continuando a
vedere nel realismo un metodo per generare un'autentica forma artistica da lui concepita
come valore supremo e puro, estraneo ad ogni intento critico e analitico. Nel 1890 ebbe il
posto a Roma nell'Istituto superiore femminile di Magistero.
Dal "95 convisse con Adelaide Bernardini (che sposò nel 1908).
Nel 1902 si trasferì all'università di Catania come docente di lessicografica e
stilistica; e a Catania morì nel 1915.
E' difficile fornire un rapido elenco delle sue opere a causa dei suoi
vari interessi, per la sua disponibilità a sperimentare generi e tecniche diverse, per
l'ampiezza e la varietà della sua produzione. Oltre a essere scrittore, critico,
giornalista, studiò il folclore siciliano, fu curioso per la poesia popolare, indagò
sullo spiritismo e sui fenomeni parapsicologici, si occupò di fotografia. La sua prima
opera di forte impegno fu il romanzo "Giacinta". Tra gli altri romanzi troviamo:
Profumo, La Sfinge, Rassegnazione, Profili di donne (Le appassionate), Ribrezzo e
Tortura; gli ultimi tre presentano l'inquietudine della donna borghese. Le persone descrivono
un mondo contadino allucinato. Poi, ancora: Delitto ideale e La voluttà di
creare (la storia di uno scienziato perverso).Tra le fiabe per l'infanzia ritroviamo: C'era
una volta
, I racconta fiabe, Scurpiddu. Fa parte del teatro: Malìa,
la trasposizione drammatica di Giacinta. La produzione teatrale, in cui simpegnò
con il commediografo Nino Martoglio, insiste su elementi di colore locale, ponendo
unimmagine esteriore e di maniera della Sicilia. Per la poesia: Semiritmi (una
raccolta di versi). Il risultato più sicuro della sua multiforme attività è costituito
dallultimo romanzo "Il marchese di Roccaverdina". |

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